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Dopo un sabato nuvoloso e fresco domenica seguirà già la prossima zona di alta pressione, che rimarrà anche i prossimi giorni.

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Il santuario di Götzens

Un gioiellino

Il santuario di San Pietro e Paolo di Götzens è un piccolo gioiello di acustica, non solo di architettura. E qui, ogni anno, si tengono numerosi concerti di alta levatura. In questa chiesa rococò del XVIII secolo, ha trovato estrema dimora Otto Neururer, il parroco martire. Nel 1996, anno della sua beatificazione, in suo onore e simbolicamente, l’urna contenente le sue ceneri è stata posta nel nuovo altare. 

Il santuario di Götzens del XVIII secolo è noto per essere un "gioiellino", e a dirlo non sono solo gli abitanti della località, molto orgogliosi della loro chiesa di San Pietro e Paolo. Luogo di buona musica, d’incanto e di meditazione. Oltre alle pregevoli caratteristiche acustiche, il santuario presenta uno stile architettonico degno di nota. Non è un caso che lo si annoveri tra le chiese rococò più belle dell’area germanofona meridionale. L’interno della chiesa lascia a bocca aperta per la sua architettura da teatro barocco e gli stucchi dorati a conchiglia. Nel 1996, anno della sua beatificazione, l’imperdibile altare popolare è stato dedicato al parroco martire del nazismo Otto Neururer. Qui è conservata anche l'urna con le sue ceneri.

L’anno liturgico

L’anno liturgico a Götzens è molto ricco e vivace. La festa principale è quella patronale del 29 giugno: la chiesa parrocchiale, infatti, è dedicata agli apostoli Pietro e Paolo. Questa giornata viene festeggiata anche se cade in un giorno feriale. L’evento principale è la celebrazione della messa con musica d’organo, canti corali e successiva processione, a cui naturalmente partecipano anche la banda musicale, la compagnia degli Schützen, i volontari dei vigili del fuoco e molte altre associazioni e organizzazioni. Tutti i cittadini di Götzens che si sentono tali e parte della comunità, quel giorno restano in paese e partecipano alla processione. 

Il sepolcro pasquale

Ancor oggi nel santuario di Götzens dal Giovedì Santo al Lunedì in Albis si può ammirare un santo sepolcro con sfere illuminate. Il sepolcro è visitabile dalle ore 7.00 alle 18.00.

Il santo sepolcro è stato realizzato nel 1852 da Josef Kramer, utilizzando in parte anche elementi dipinti da Josef Anton Kirchebner nel 1810; purtroppo oggi è visibile solo parzialmente.

Presepi

Il diorama pasquale

Il diorama pasquale di Götzens, tanto famoso quanto il presepe natalizio, viene esposto anch'esso nella chiesa parrocchiale, sulla parete occidentale dal Mercoledì delle Ceneri fino al Sabato Santo.

Su tre lati è contornato da un alto paesaggio e sulla struttura realizzata dal locale mastro carraio Franz Eigentler raffigura in 31 quadri, con ricchezza di personaggi e teatralità, la passione del Signore con molte scene accessorie.

Le oltre 200 statue di carta, dipinte a mano, finemente lavorate in stile barocco sono di grande pregio artistico e risalgono a Georg Haller (1800 circa).

Il presepe natalizio

Un’attrazione particolarmente interessante di Götzens è il presepe natalizio, ritenuto una vera rarità non soltanto in virtù delle sue straordinarie dimensioni, ma anche per la sua eccellente fattura artistica. Il presepe, con statue magnificamente abbigliate, risale alla prima metà del XIX secolo e resta ancora legato agli schemi rappresentativi barocchi nel tipo di composizione cerimoniale. L’enorme fondale tripartito fu dipinto da Georg Haller (1772-1838), le sontuose statue, alte circa 50 cm, furono realizzate grazie all’opera collettiva di artisti locali.

Il presepe fu realmente realizzato a Götzens e nei dintorni. Costruttori di marionette, modellatori di cera, sarti, ricamatrici, intagliatori, policromatori,  fabbricanti di passamanerie, cappellai e artigiani delle parrucche, falegnami, tornitori, pittori di fondali collaborarono tutti insieme. 

Il presepe è uno dei più prestigiosi e di maggiore rilievo artistico della regione.

Il presepe può essere visitato nel santuario a partire dal 9 dicembre fino al 2 febbraio (Madonna della Candelora).



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