Barbara Hulcova accorda la sua tiorba prima dell’inizio del concerto nella chiesa di corte di Innsbruck

Con il 24 aprile si è aperta la stagione 2026 di Innsbrucker Hofmusik, la rassegna concertistica di musica antica fondata nel 2022 da un’idea di Franz Gratl, direttore della Collezione musicale dei Tiroler Landesmuseen e l’organista e direttore Marian Polin, che della rassegna è direttore artistico. Punti di forza di Innsbrucker Hofmusik sono, naturalmente, il programma musicale, preparato con amorevole cura filologica, e la suggestiva ambientazione nella chiesa di corte di Innsbruck, un gioiello artistico e di acustica.

Ho incontrato Marian Polin dopo la prova generale della “Selva morale e spirituale” di Monteverdi, primo concerto in programma. Con una meritata birra in mano, abbiamo fatto due chiacchiere su Innsbrucker Hofmusik.

DUE CHIACCHIERE CON MARIAN POLIN

Ciao Marian, tu sei direttore artistico di Innsbrucker Hofmusik, sei organista e direttore. Mi racconti come è nata la tua passione per la musica?
Ho iniziato a suonare il pianoforte a circa 10 anni. Ma l’incontro con l’organo è avvenuto in chiesa: facevo il chierichetto e mi affascinava l’organo che sentivo suonare durante le celebrazioni. Poi, un giorno, mi hanno fatto provare a suonarlo. Dopo le prime battute sono rimasto folgorato e l’organo è poi diventato il mio strumento.
E poi?
Poi cantavo in un coro, ho diretto un coro giovanile. Il repertorio era vario e si passava dal pop al classico e dal classico alla musica antica. Dopo il ginnasio ho studiato musica sacra a Vienna: ho capito che mi interessava la musica più antica di quella che comunemente si studiava. Di solito si inizia con Bach e il classico viennese, magari qualche pezzo di Schütz, di Palestrina o Orlando di Lasso. Quando ho studiato io, si approfondiva il modo di suonare fino a Bach, ma come fare la musica prima di lui, questo era un po’ un segreto. La mia grande passione è cercare di svelare il segreto di come interpretare la musica del ‘500 e soprattutto del ‘600.

L'idea dietro a Innsbrucker Hofmusik

Non sei solo direttore artistico-musicale di Innsbruck Hofmusik, ne sei anche il cofondatore. Cosa c'è di speciale in questi concerti?
Di speciale c'è tutto! L'idea è nata così: io lavoravo come Kirchmusiker alla Jesuitenkirche di Innsbruck
e collaboravo già con Franz (ndr. Gratl) e con la collezione di musica dei Tiroler Landesmuseen.
Volevamo fare una stagione di concerti con un repertorio antico tra la Jesuitenkirche e la Hofkirche. Era quasi 10 anni fa: io mi sono trasferito a Innsbruck nel 2016 e quando mi hanno chiesto cosa avrei voluto fare, se avessi potuto, ho risposto: rivitalizzare la Hofkapelle – la cappella di corte. Avevamo la Hofkirche, che è parte dei Tiroler Landesmuseen: un posto fantastico, completamente originale, inclusi i tre organi; e sapevamo cosa suonavano nella Hofkapelle, perché è tutto conservato negli inventari a Vienna e in altri archivi.

Ora Innsbrucker Hofmusik è una realtà ed è alla sua quarta edizione. Qual è il vostro repertorio?
Possiamo dire di essere l’unico festival al mondo ad essersi dedicato alla musica della corte asburgica dal 1550 fino al 1730. Suoniamo non solo le musiche che furono effettivamente suonate a Innsbruck, ma anche altre musiche della corte asburgica.

IL REPERTORIO E L’ENSEMBLE

Quindi il vostro è un lavoro filologico…
Sì, il lavoro mio e di Franz, quale direttore della collezione di musica dei Tiroler Landesmuseen, è quello di ricercare il repertorio di quel periodo nella corte asburgica, trovare chi erano i protagonisti della scena musicale, chi erano i musicisti… Ormai conosco quei personaggi così bene, che sono per me come dei colleghi, mi sembra che siano delle persone “viventi”. Questo mi succede di provarlo in particolare con le personalità del ‘600. Col ‘500 faccio ancora un po’ di fatica, perché è più lontano… (ride).
L’unicità di Innsbrucker Hofmusik è di mettere le musiche nel loro contesto originale. Domani suoniamo la "Selva morale e spirituale" di Monteverdi, per esempio. Evidentemente non siamo i soli ad avere questa musica in programma. Ma quello che noi facciamo è suonare questa musica in Austria e di collegarla alla casa d’Austria; infatti Monteverdi dedica questo componimento, che scrive da anziano e che è considerato il suo testamento di musica sacra, a Eleonora Gonzaga, imperatrice del Sacro Romano impero e arciduchessa d’Austria.

I musicisti e i cantori dell’ensemble Innsbrucker Hofmusik sono tutti piuttosto giovani, come te! A volte si ha un’altra idea di chi si dedica per professione alla musica antica…
Noi che facciamo la musica antica siamo i più fighi! E la scena della musica antica è molto vivace, a dispetto di quanto si potrebbe pensare.
I musicisti e cantori dell’ensemble vengono da diversi centri di alta formazione musicale, come Basilea, Amsterdam, Milano. Per la scelta dei cantori mi oriento soprattutto all’Italia, perché secondo me attualmente è la miglior scuola di canto barocco e rinascimentale che ci sia. Invece gli strumentisti sono principalmente tirolesi, austriaci, della Boemia, svizzeri.

LA STAGIONE INNSBRUCKER HOFMUSIK 2026

Domani avete il primo concerto della stagione 2026: ci vuoi raccontare qualcosa del programma di quest'anno?
Sono 6 concerti e girano intorno alle principesse della casa d'Austria. Domani (24 aprile) abbiamo “La selva morale e spirituale” di Monteverdi, dedicata all'imperatrice Eleonora Gonzaga. A maggio, in occasione dei 400 anni dalla nascita di Giovanni Legrenzi, presentiamo il suo oratorio, “La morte del cor penitente”, rappresentato alla corte dell’imperatore Leopoldo I nel 1705. A giugno abbiamo le musiche per il matrimonio di Claudia De’ Medici arciduchessa del Tirolo con Leopoldo V. A settembre musica rinascimentale con “Le ninfe dell’Inn” di Jakob Regnart, Musica sacra per la corte di Innsbruck dell’arciduca Ferdinando II. A ottobre opere vocali sacre di diversi compositori italiani tratte da raccolte dedicate alle donne della linea tirolese della dinastia degli Asburgo. E a novembre un programma intorno alla regina Cristina di Svezia, realizzato in collaborazione con il musicologo Luca della Libera di Roma. A Roma Cristina di Svezia fu una famosa mecenatessa di Corelli, di Carissimi, di un giovane Scarlatti, di Melani, e si è convertita pubblicamente al cattolicesimo proprio qui a Innsbruck, nel novembre del 1655, durante il suo viaggio dalla Svezia verso Roma. 

C’è qualcos’altro che vuoi dire ai nostri lettori e alle nostre lettrici?
Sì, questa birra è eccellente!

Posso farti una foto mentre bevi la tua birra?
No, perché è finita! Però se me ne offri un’altra…

I CONCERTI INNSBRUCKER HOFMUSIK 2026

22.5.2026, ore 19.00
LA MORTE DEL COR PENITENTE
Hofkirche, Universitätsstraße 2, 6020 Innsbruck 

26.6.2026, ore 19.00
FÜRSTLICHE HOCHZEIT 1626: LEOPOLD UND CLAUDIA
Hofkirche, Universitätsstraße 2, 6020 Innsbruck

25.9.2026, ore 19.00
DIE NYMPHEN DES INNS
Hofkirche, Universitätsstraße 2, 6020 Innsbruck

30.10.2026, ore 19.00
HARMONIA SACRA
Hofkirche, Universitätsstraße 2, 6020 Innsbruck

13.11.2026, ore 19.00
Kaiser-Leopold Saal, Karl-Rahner-Platz 3, 6020 Innsbruck
DIE PALLAS DES NORDENS

INFORMAZIONI UTILI

BIGLIETTI
Intero 35 euro, ridotto 25 euro (Over 60, soci Club-TT, soci Club-Ö1, soci Verein Tiroler Landesmuseum Ferdinandeum, soci Verein der Freunde des Tiroler Volkskunstmuseums), studenti 10 euro (per studenti fino a 27 anni).
Abbonamento per i 6 concerti: intero 268 euro, ridotto 120 euro

VENDITA BIGLIETTI
Alla cassa del Tiroler Volkskunstmusuem oppure online.

PRE-CONCERTO
Alle ore 18.00, prima di ogni concerto, vengono proposti gratuitamente un’introduzione e un breve pre-concerto.

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