17 settembre 2026
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Lingua originale dell'articolo: Deutsch Informazioni Traduzione automatica. Velocissima e quasi perfetta.

A Innsbruck, i muri dai colori vivaci sono tipici del centro storico. In molti angoli della città, le venerabili pitture tradizionali vengono ravvivate da pigmenti moderni: la street art arricchisce il panorama con nuove forme e prospettive. L’artista tirolese HNRX offre uno sguardo sulla sua attività di street artist in una breve intervista riportata alla fine dell’articolo.

Graffiti dal Vesuvio alla Nordkette

“Methe “ Chrestus” c’è scritto sul muro, scarabocchiato da innamorati desiderosi di comunicare. I muri pullulano di graffiti e messaggi incisi, come spesso accade nelle grandi città. Il fatto è questo: non stiamo parlando di un sottopassaggio a Innsbruck, ma di un corridoio pedonale a Pompei, città rasa al suolo nel 79 d.C. dall’eruzione del Vesuvio. Si potrebbe quindi affermare a ragione che da tempo immemorabile le persone nutrono il bisogno di lasciare in qualche modo il proprio segno in pubblico. Solo che oggi probabilmente distinguiamo in uno spettro più ampio tra scarabocchio e capolavoro, secondo il motto «È arte o va buttato via?». Diamo un’occhiata più da vicino alla situazione tra Nordkette e Patscherkofel.

La street art sotto la lente

Una premessa: per molto tempo non mi ero reso conto di quanta arte di strada ci fosse a Innsbruck (e di quanto fosse difficile fotografarla senza le biciclette che sfrecciano davanti all’obiettivo). La maggior parte degli esempi che vedrete in questo articolo, tra l’altro, si possono ammirare perfettamente anche in bicicletta. Con «arte di strada», in questo contesto, si intendono le immagini sui muri realizzate con pennello, bomboletta spray, manifesti o adesivi. Le definizioni di arte di strada, graffiti, arte urbana e simili possono essere definite, nel migliore dei casi, vaghe; spesso questi termini vengono utilizzati come sinonimi. L’arte negli spazi pubblici può assumere molte forme. L’arte di strada è solitamente meno caratterizzata dalla sola scrittura ed è permanente; per quanto riguarda il soggetto, è permesso tutto ciò che piace. Un messaggio profondo non è un requisito indispensabile per la street art. Il solo fatto che qualcuno si esprima su una parete pubblica la dice lunga – liberamente ispirandosi al teorico della comunicazione Marshall McLuhan, secondo cui il mezzo è il messaggio.

Legale? Illegale? Non è irrilevante.

Sembra una teoria arida, ma è facile da spiegare. Se con il pennello si dipinge un motivo di grandi dimensioni su tela, di per sé non c’è nulla di controverso. Se però lo stesso pennello riproduce lo stesso motivo su un muro, letteralmente a grandi dimensioni, le domande sono ben altre. Possono farlo? È necessario? Che effetto ha sul panorama urbano?

In questa sede vogliamo comunque concentrarci piuttosto sulle opere d’arte realizzate su superfici autorizzate a tale scopo. A Innsbruck esiste un elenco di tutte le superfici della città che possono essere decorate in qualsiasi momento o previa autorizzazione. Per tutto ciò che non figura in questo elenco o che non è stato concordato in altro modo con i proprietari, è meglio lasciare da parte gli strumenti da disegno. La città di Innsbruck mette inoltre a disposizione una mappa su cui sono segnate le opere d’arte nello spazio pubblico (divertitevi a cercarle!), oltre a informazioni sulla borsa di studio per la street art, che viene assegnata ogni due anni.

Per Du sui muri di Innsbruck

Vivo a Innsbruck da dieci anni e mi piace osservare come cambiano i luoghi più famosi dedicati alla street art. Hanno una vita propria: l’arte arriva e scompare, compaiono nuovi elementi, manifesti e graffiti ne coprono una parte. Uno dei cui lavori mi ha regolarmente colpito è l’artista tirolese Maximilian Prantl, alias HNRX. Mi ha fornito una breve panoramica del suo lavoro:

Cosa rende il tuo stile così riconoscibile?

HNRX: Il mio stile è molto grafico, d’impatto, spesso anche essenziale. Deriva dal disegno, perché fondamentalmente sono un disegnatore. Si tratta sempre di oggetti, in parte in forma frammentata, che trasferisco dal disegno allo spazio digitale. È così che nascono le immagini: gli oggetti di uso quotidiano su carta vengono importati in un programma e utilizzati per sperimentare.
 

Quale superficie a Innsbruck ti piacerebbe progettare, se potessi scegliere liberamente?

HNRX: Non mi viene in mente subito una superficie, ma sarebbe bello poter armeggiare solo con i telai delle finestre di un edificio. Cioè lavorare sulle cornici delle finestre e lasciare il resto della facciata relativamente bianco. Mi piace molto lavorare con l’architettura, con gli angoli e gli spigoli. Molti preferiscono una superficie libera, ma io apprezzo le cornici e le aperture, perché mi aiutano a orientarmi.
 

Che sensazione ti dà vedere le tue opere d’arte negli spazi pubblici? Ti saltano ancora all’occhio quando ci passi davanti?

HNRX: Certo! Il percorso per arrivarci è troppo lungo: per realizzarle, bisogna prima trovare il posto giusto, ottenere i permessi, occuparsi della progettazione e della realizzazione, per la quale si trascorrono di nuovo tre o quattro giorni sul posto. Ci si sente molto legati a quel luogo, perché vi sono legate molte emozioni. Non si può nemmeno immaginare tutto ciò che accade sul posto, si instaura un vero e proprio rapporto con quel luogo.

 

Per te fa differenza se le tue opere sono esposte per strada o in una mostra?

HNRX: Assolutamente sì! Una volta all’anno organizzo una grande mostra personale, verso la quale mi concentro, oltre alle mostre collettive. In galleria è diverso, lì si può lavorare con maggiore libertà rispetto allo spazio pubblico. All’aperto la compatibilità è un tema importante: come si inserisce l’opera nell’ambiente circostante? In galleria di solito si ha un White Cube in cui ci si può sbizzarrire. Lì non passano persone che chiedono che cos’è, quando sarà pronta e cose simili. Mi piace l’interazione, ma negli spazi pubblici può diventare davvero intensa. Si tratta quindi di modi di lavorare completamente diversi, anche se il mio linguaggio formale rimane lo stesso, solo su un supporto diverso. La prossima mostra sarà ad Amburgo, ma ho bisogno di entrambe le cose, di questa dualità.
 
Grazie mille!

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