09 giugno 2026
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Lingua originale dell'articolo: Deutsch Informazioni Traduzione automatica. Velocissima e quasi perfetta.

A metà maggio era giunto il momento: per il 28° Raduno delle regioni alpine sono tornati (ancora una volta): oltre 12.000 fieri tiratori, insieme a venditori ambulanti e musicisti, hanno risposto all’appello all’amicizia e si sono recati a Innsbruck. Verso lo storico Bergisel, dove alcuni dei battaglioni delle regioni montane si erano effettivamente affrontati nel 1809. I loro figli e le loro figlie, però, sono diventati amici e oggi preferiscono marciare insieme, anziché l'uno contro l'altro. E così il 28° raduno regionale è culminato in una magnifica sfilata attraverso la città – per la pace, l’amicizia e gli antenati. Ma anche per innumerevoli ospiti curiosi, di cui io ero solo uno. Per tutti coloro che, per giustificati motivi, non hanno potuto partecipare, ecco di seguito una ricca rassegna fotografica.

Il via: La libellula di campagna dell’imperatore Maxl

Un tempo le cose andavano un po’ diversamente. Come è noto, il Tirolo ama molto ricordare queste tradizioni. Chi desidera comprendere meglio l’«Incontro delle regioni alpine» dei tiratori tirolesi tenutosi quest’anno a Innsbruck, deve fare un breve excursus storico. Ad esempio, visitando il Museo dei Kaiserjäger del Tirolo e il Tirol Panorama (ovvero il gigantesco dipinto circolare) sul Bergisel, dove viene raccontata la storia, senza dubbio leggendaria, dei tiratori tirolesi.

Già dal primo Medioevo si formavano gruppi informali di milizie civiche per difendere i propri possedimenti. Con il cosiddetto "Landlibell del 1511", l'imperatore Massimiliano I (quello del Tettuccio d'Oro) emanò infine l'ordine ufficiale di "difesa autonoma del Tirolo". Si potrebbe dire che questo fu il grande spunto iniziale dei fieri reggimenti di tiratori tirolesi. La storia culminò infine nelle quattro lotte per la libertà del Tirolo contro le truppe di occupazione bavaresi e francesi sul Bergisel di Innsbruck nel 1809/10. Guidati proprio da quel "Sandwirt" altoatesino, Andreas Hofer, che qui, a pochi metri dal museo, veglia sulla città con una statua più grande del naturale.

Dopo la brutale fine della rivolta popolare e l’esecuzione di Hofer, i tiratori vengono disarmati e seguono due terribili guerre mondiali. A partire dal 1950 i tiratori tirolesi si costituiscono in associazione culturale(e) (Bund der Tiroler Schützenkompanien BTSK, oggi oltre 200 gruppi regionali con più di 17.000 membri) e da allora si dedicano alla conservazione pacifica delle tradizioni e alle marce festive.

Uomini che fissano i cappelli

17 maggio, solo 217 anni dopo, ecco che ci si ritrova: puntualmente alle 10 le campane della Basilica di Wilten suonano per la messa solenne allo stadio Bergisel. Dall’alto, una salva di cannoni rimbomba nella valle. Ben 12.000 compagni e compagne provenienti dal Tirolo, dall’Alto Adige e dal Tirolo italofono/Trentino (oggi entrambi nel Nord Italia) nonché dalla Baviera sono arrivati in alta uniforme, quasi arrivavo in ritardo. Se non fosse stato per un simpatico gruppo di tiratori senior altoatesini con il loro "cocchiere" che mi ha raccolto lungo la strada e, dopo una breve corsa al galoppo, mi ha lasciato all'ala stampa. Già mentre mi siedo invidio i battaglioni riuniti per i loro cappelli a tesa larga con piume, perché anche il cielo si è vestito di blu imperiale e mostra i muscoli nello stadio privo di ombre. D'altra parte: quanto si vede in realtà quando tutt'intorno ci sono solo cappelli e piume? Forse è proprio per questo che almeno i portabandiera sono stati sistemati in un angolo a parte. Sopra di noi, il lontano ronzio di un drone accompagna l’omelia, e se non fosse per tutta questa faccenda della tecnologia, si potrebbe davvero pensare di aver sbagliato epoca. (Ecco il video ufficiale del drone.)

Il venditore ambulante in blu

Dopo la messa è il momento della marcia e le venditrici ambulanti hanno un bel da fare per far passare le ostie secche con un bicchierino di grappa. A questo punto è lecito fare una breve digressione storica: poiché secondo la Landlibell del 1511 ai tiratori tirolesi non spettavano rifornimenti militari, le venditrie che li accompagnavano (dal termine italiano "mercantante", ovvero commerciante) dovevano occuparsi di tutto il vitto, del commercio e dei servizi sanitari. E mentre, ad esempio, le bande musicali selezionano da tempo i propri membri in base al talento piuttosto che al sesso, i tiratori hanno votato solo di recente, tramite una votazione segreta, contro la presenza delle donne al fucile. Ufficialmente per rimanere fedeli all’antica tradizione dei ruoli. Ma si mormora anche che le donne sparino già da tempo meglio degli uomini e che questi ultimi se ne vergognino semplicemente. L'elegante venditore ambulante di una banda musicale tirolese in blu imperiale mi versa un bicchierino di grappa ai piedi del Bergisel scuotendo la testa, io gli infilo due euro e bevo alla saggezza popolare. Ma ora sbrigati, si sentono già i tamburi!

Un museo da applaudire: marcia di parata verso il Tettuccio d'oro

E infatti: un corteo quasi infinito di cappelli e piume, bandiere, strumenti a fiato e tamburi da parata, fucili, sciabole luccicanti, asce, forconi, lance e boccali di grappa sfila davanti ai monumenti di Innsbruck. Basilica di Wilten, Porta del Trionfo, Colonna di Sant'Anna, centro storico e Tettuccio d'Oro: il viaggio nel tempo è di nuovo in pieno svolgimento. È come se il museo vivente fosse in libertà! I curiosi applaudono con entusiasmo e l'intera città risplende, addobbata a festa. Probabilmente proprio come allora, quando i tiratori vittoriosi marciarono lungo lo stesso percorso verso la Hofburg. Si percepisce quanto siano importanti per i tirolesi la loro patria, la loro cultura e le loro tradizioni e quanto la politica, in certe questioni, determini (o abbia determinato) a volte la vita. Ma: «Tirol isch lei oans» significa da tempo già cameratismo europeo oltre i confini statali e regionali. Anche la musica delle bande unisce al di là di ogni barriera dialettale. E se necessario, un bicchierino di grappa fa il resto. Ci si potrebbe semplicemente chiedere: con tanta cultura a disposizione, perché mai servono ancora le armi per favorire la comprensione tra i popoli? Al più tardi quando si tratta di placare la sete alla Messehalle, i grossi fucili di piccolo calibro sono piuttosto d'intralcio ai signori.

Da non perdere: dove altro si possono vedere i tiratori?

In quanto custodi delle tradizioni e esperti di feste, i tiratori tirolesi, le bande musicali e le loro venditrici ambulanti sono presenti nella stragrande maggioranza degli eventi tradizionali tirolesi – e si sentono da lontano grazie ai loro colpi di saluto: ad esempio in occasione di grandi raduni religiosi e feste di paese, matrimoni e funerali, in determinati giorni festivi, per importanti inaugurazioni o durante sfilate festive, eventi sportivi, inaugurazioni, grandi onorificenze e – naturalmente – alle feste dei tiratori. Ecco il calendario degli eventi da segnare in agenda.

A proposito di onorificenze e feste dei tiratori: le numerose decorazioni sulle uniformi da parata contano, dal 28° incontro della regione alpina, un ulteriore distintivo festivo scintillante (6 euro per i soci). La Croce di Massimiliano è, tra l'altro, la più alta onorificenza dei tiratori tirolesi e viene conferita per meriti particolarmente eccezionali nell'ambito dell'incontro e della collaborazione transnazionale. Dalla festa al Bergisel, essa impreziosisce anche l’ospite e tre volte comandante regionale tirolese, il maggiore Thomas Sauerer. E, in tutta sincerità: una festa comune è molto più bella di una battaglia.

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